Istat: PIL pro capite Sud metà di Nord

Il PIL pro capite nel Sud nel 2017 è di poco più della metà di quello del Nord-Ovest. E’ la stima che emerge da un rapporto Istat. PIL più dinamico al Nord-Ovest. Nel Mezzogiorno spicca la performance positiva della Campania e dell'Abruzzo.

PIL pro capite Sud metà di NordIl PIL pro capite nel Sud nel 2017 è di 18,5 mila euro, poco più della metà di quello del Nord-Ovest che raggiunge 35,4 mila euro. E’ la stima che emerge dal rapporto “Conti economici territoriali” pubblicato oggi(13 dicembre) dall’Istat. Nel Nord-Est il PIL pro capite è di 30,7 mila euro, mentre al Centro è di 30,7 mila euro. Il differenziale negativo del Mezzogiorno resta ampio: il livello del PIL pro capite è inferiore del 45% rispetto a quello del Centro-Nord in crescita dal 44,1% nel 2016.

La graduatoria regionale vede in testa la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen, con un PIL per abitante di 42,3mila euro, seguita da Lombardia e Provincia Autonoma di Trento. Il Lazio, con 32,9 mila euro, risulta la prima regione del Centro in termini di PIL per abitante, anche se registra un calo di circa 1.000 euro rispetto al 2011. Nel Mezzogiorno la prima regione per livello di PIL pro capite è l’Abruzzo con 24,4 mila euro, mentre l’ultimo posto della graduatoria è occupato dalla Calabria, con 17,1 mila euro, lievemente al di sopra dei 16,9 mila euro del 2011. La spesa pro capite per consumi finali delle famiglie a prezzi correnti nel 2017 è di 20,4 mila euro nel Nord-ovest, 20,2 mila euro nel Nord-est, 18,3 mila euro al Centro e 13,3 mila euro nel Mezzogiorno. Il divario negativo tra Mezzogiorno e Centro-nord è del 32,4%. A fronte di un aumento medio annuo degli occupati nel periodo 2011- 2017 dello 0,2% a livello nazionale, la crescita più sostenuta si è registrata nel Lazio(+0,8%) e nella Provincia autonoma di Bolzano-Bozen(+0,7%); all’opposto, in Umbria, Molise e Sicilia gli occupati sono diminuiti dello 0,6% l’anno rispetto al 2011.

Il reddito da lavoro per occupato dipendente è pari nel 2017 a 39,3 mila euro nel Nord-Ovest, 37,6 mila nel Nord-Est e 35,3 mila nel Centro. Il Mezzogiorno si pone, con 30,9 mila euro, su un livello inferiore di circa il 18% rispetto ai 37,6 mila delle regioni del Centro-nord. La regione con il valore più basso è la Calabria, con 28,8 mila euro, seguita dalla Campania, con 30,7 mila euro; quella con il livello più alto è la Provincia autonoma di Bolzano-Bozen, con 41,6mila euro. In due regioni, Calabria e Sicilia, la quota più rilevante dei redditi da lavoro dipendente è erogata dal comparto che comprende le Amministrazioni Pubbliche e gli Altri servizi. Considerando il complesso delle regioni, nel 2017 la quota varia da un minimo del 21,8% in Lombardia a un massimo del 52,6% in Calabria. Anche a livello di ripartizione territoriale la differenza resta molto accentuata: tale comparto pesa per il 45,6% dei redditi da lavoro dipendente distribuiti nel Mezzogiorno e per il 24,5% nel Nord-Ovest.

PIL più dinamico al Nord-Ovest

Nel 2017 il PIL in volume dell’Italia è aumentato dell’1,6% rispetto all’anno precedente; il confronto con il 2011 mette in evidenza una diminuzione a un tasso medio annuo dello 0,1%. Tutte le ripartizioni geografiche registrano aumenti del PIL in volume rispetto all’anno precedente, ma le regioni del Centro e del Mezzogiorno presentano ancora un livello più basso rispetto al 2011. La migliore performance del 2017 è quella del Nord-Ovest, +2,2% rispetto all’anno precedente, mentre per il Nord-Est la crescita è dell’1,9%, con un incremento medio di 0,3% nel periodo 2011-2017. Il PIL segna incrementi più contenuti nel Centro(+0.9%) e nel Mezzogiorno(+1%) dove nel periodo 2011-2017 si osserva una diminuzione media annua, rispettivamente, dello 0,4% e dello 0,5%. Nel Mezzogiorno spicca la performance positiva della Campania e dell’Abruzzo, che segnano una crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente, seguite dalla Calabria(+1,1%). All’opposto il Molise registra una flessione dello 0,4%.

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