Oxfam: 26 persone detengono metà ricchezza mondiale

Il nuovo rapporto di Oxfam diffuso oggi analizza quanto la forbice tra ricchi e poveri si stia estremizzando. 26 persone detengono la ricchezza del 50% della popolazione più povera(3,8 miliardi di persone). In Italia, il 5% più ricco degli italiani è titolare da solo della stessa quota di ricchezza posseduta dal 90% più povero.

26 persone detengono metà della ricchezza mondialeLo scorso anno le fortune dei super-ricchi sono aumentate del 12%, al ritmo di 2,5 miliardi di dollari al giorno, mentre 3,8 miliardi di persone, la metà più povera dell’umanità, hanno visto diminuire quel che avevano dell’11%. 26 persone detengono la ricchezza del 50% della popolazione più povera(3,8 miliardi di persone). E’ uno degli allarmanti risultati che emergono dal rapporto Oxfam ”Bene pubblico o ricchezza privata ”, riferiti al primo semestre del 2018 e diramato alla vigilia dell’Annual Meeting del World Economic Forum.

Sono passati 10 anni dalla crisi finanziaria che ha scosso il nostro mondo e causato enormi sofferenze. In quel momento, le fortune dei più ricchi sono aumentate drammaticamente. Il numero di miliardari è quasi raddoppiato, con un nuovo miliardario creato ogni due giorni tra il 2017 e il 2018. La ricchezza accumulata da un’esigua minoranza di super-ricchi evidenzia l’iniquità sociale e l’insostenibilità dell’attuale sistema economico, in cui la forbice tra ricchi e poveri è sempre più ampia. I più ricchi pagano sempre meno tasse. La ricchezza dei “paperoni” è aumentata di 900 miliardi di dollari nell’ultimo anno, pari a 2,5 miliardi al giorno. I nuovi dati di Oxfam mostrano anche che 3,4 miliardi di persone faticano ad affrancarsi dalla povertà estrema e vivono con meno di 5,50 dollari al giorno. e. In base al World Inequality Report del 2018, tra il 1980 e il 2016 il 50% più povero dell’umanità ha ricevuto soltanto 12 centesimi per ogni dollaro di incremento del reddito globale, mentre l’1% più ricco si è aggiudicato 27 centesimi. La conclusione è chiara: per sconfiggere la povertà bisogna combattere la disuguaglianza. Il patrimonio dell’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos(proprietario di Amazon) è salito a 112 miliardi di dollari. Appena l’1% di questa cifra equivale quasi all’intero budget sanitario dell’Etiopia, un Paese con 105 milioni di abitanti.

I più ricchi pagano sempre meno tasse

Mentre le fortune dei “paperoni” continuano ad aumentare, gli individui più ricchi e le società di cui sono proprietari godono anche di livelli di imposizione fiscale tra i più bassi degli ultimi decenni: solo 4 centesimi per ogni dollaro di gettito fiscale provengono da imposte patrimoniali. In alcuni paesi, come Regno Unito o Brasile, considerando insieme imposte sui redditi e sui consumi, il 10% più ricco della popolazione paga meno tasse del 10% più povero(in proporzione ai relativi redditi). I super-ricchi occultano al fisco 7.600 miliardi di dollari e anche le grandi corporation trasferiscono enormi profitti verso paradisi fiscali societari: nell’insieme, ciò sottrae ai Paesi in via di sviluppo 170 miliardi di dollari all’anno. Decine di miliardi di entrate fiscali mancanti sono il costo degli abusi e della pianificazione fiscale aggressiva delle imprese. Queste soldi non versati potrebbero finanziare servizi essenziali pubblici. I Governi dovrebbero sforzarsi a raccogliere maggior gettito dai più ricchi, contribuendo in tal modo alla riduzione della disuguaglianza: ad esempio, se facessero pagare all’1% più ricco soltanto lo 0,5% in più di imposte sul proprio patrimonio, otterrebbero un gettito superiore alla somma necessaria per mandare a scuola tutti i 262 milioni di bambini che ancora non vi hanno accesso e fornire assistenza sanitaria in grado di salvare la vita a 3,3 milioni di persone.

La disuguaglianza è sessista

Vi è una forte correlazione fra la disuguaglianza economica e quella di genere. La disuguaglianza di genere non è casuale e non è una novità: le regole economiche sono state dettate da uomini ricchi e potenti per favorire i propri interessi. L’attuale modello economico neoliberista è andato oltre: tagli ai servizi pubblici, riduzione delle imposte a carico dei ricchi e delle imprese, corsa al ribasso in ambito salariale sono tutte misure che hanno colpito più duramente le donne degli uomini. Gli individui più ricchi del mondo sono prevalentemente uomini. A livello globale le donne guadagnano il 23% in meno degli uomini e gli uomini possiedono il 50% in più della ricchezza detenuta dalle donne. Oxfam ha calcolato anche quanto vale il lavoro di cura non retribuito che le donne svolgono in famiglia: se questa attività a livello globale venisse appaltata a una singola azienda, il fatturato annuo sarebbe di 10 mila miliardi di dollari, vale a dire 43 volte quello della Apple. Questo genere di lavoro sottrae tempo alle donne, pregiudica la loro salute e non consente loro di avvalersi delle opportunità educative, politiche ed economiche.

In Italia 5% ricchi ha come 90% poveri

L’ammontare complessivo della ricchezza dell’Italia si è attestata, in valori nominali, a 8.760 miliardi di euro, registrando un aumento di 521 miliardi in 12 mesi. Il 5% più ricco degli italiani è titolare da solo della stessa quota di ricchezza posseduta dal 90% più povero. Ampliando le percentuali di popolazione considerate, per Oxfam il 20% più ricco possiede il 72% del patrimonio totale. Il 60% più povero ha solo il 12,4% della ricchezza nazionale. La posizione patrimoniale netta dell’1% più ricco(che detiene il 24,3% della ricchezza nazionale) vale 20 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione italiana.

La ricchezza dei primi 21 miliardari italiani della lista Forbes(fotografata a marzo 2018) equivaleva alla ricchezza netta detenuta(a fine giugno 2018) dal 20% più povero della popolazione (ovvero 107,1 miliardi di euro). Nei 19 anni intercorsi tra l’inizio del nuovo millennio e il primo semestre del 2018, le quote di ricchezza nazionale netta detenute dal 10% più ricco dei nostri connazionali e dalla metà più povera della popolazione italiana hanno mostrato un andamento divergente. La quota di ricchezza detenuta dal top10%, in risalita dal 2009, si è attestata a fine giugno 2018 al 56,13%(contro il 50,57% del 2000), mentre la quota della metà più povera degli italiani è lentamente e costantemente scesa, passando dal 13,1% di inizio millennio ad appena il 7,85% a metà 2018.

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