Alitalia salvata con soldi pubblici

Alitalia è in crisi per la terza volta negli ultimi 11 anni. L'ennesimo salvataggio avverrà con soldi pubblici. Dal 1974 al 2018 Alitalia è costata al contribuente italiano 8,7 miliardi di euro, vale a dire 145 euro per ogni contribuente.

AlitaliaDopo un paio di anni si torna a parlare del salvataggio di Alitalia. L’ex compagnia di bandiera italiana è di nuovo in crisi e i partner industriali con cui c’è una trattativa, Delta Air Lines e EasyJet, non avrebbero più del 30-40%. L’ennesimo salvataggio avverrà con soldi pubblici. Negli ultimi 11 anni è la terza volta che Alitalia viene aiutata dai governi in carica. La prima volta nel 2008, quando Silvio Berlusconi regalò la parte sana della compagnia “agli amici degli amici” in nome dell’italianità. La bad company, indebitata per 3 miliardi di euro, finì a carico dei contribuenti.

Nel 2014 avviene il secondo salvataggio di Alitalia sotto il governo Renzi con l’ingresso di Etihad. Gli arabi “scappano” nel 2017, quando i dipendenti Alitalia bocciano il pre-accordo per il salvataggio della compagnia aerea firmato dai sindacati. Due anni dopo siamo punto e a capo, un nuovo salvataggio con soldi pubblici è alle porte. Malgrado i bilanci disastrosi, Alitalia sta per rinascere per la terza volta in undici anni. Del recente passato rimarranno almeno due cose: il marchio e la presenza dello Stato. Il marchio Alitalia è stato valutato 145,5 milioni di euro e conserva una discreta capacità di attrazione all’estero. Il ministro Luigi Di Maio oggi(14 febbraio) ha annunciato che “la partecipazione pubblica all’operazione Alitalia, con il contributo del Mef e delle Ferrovie dello Stato, dovrebbe arrivare ad oltre il 50%”. In poche parole nella nuova Alitalia c’è soprattutto l’ingresso dello Stato nel capitale sociale. Il 31 marzo 2019 è il termine per FS per la presentazione del piano Alitalia, ma per i sindacati è un tempo troppo lungo.

Quanti soldi ha messo finora lo Stato dentro Alitalia?

Il problema di Alitalia è che continua ad essere un peso per i contribuenti. Uno studio dell’Area studi di Mediobanca del 2015, aveva calcolato in 7,4 miliardi di euro i costi diretti, per lo Stato e la collettività, originati dalla gestione Alitalia dal 1974 al 2014. Quella cifra ad oggi è salita a 7,62 miliardi di euro. Negli ultimi quattro anni, inoltre, sono arrivati 75 milioni da Poste Italiane e 900 milioni del prestito fatto dal governo Gentiloni. Arriviamo così a un costo totale di 8,59 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti 100 milioni di interessi finora maturati sul prestito. In totale sono 8,7 miliardi di euro, vale a dire 145 euro per ogni contribuente.

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