La guerra alle armi di Save the Children

Ad oggi sono 420 milioni i bambini che, nel mondo, vivono in aree di conflitto o in guerra. Save the Children ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini” e invita l'Italia a non esportare armi in Arabia Saudita.

Un bambino in una zona di guerra“Sapete chi si prenderà la Terra? I trafficanti di armi perché gli altri sono troppo impegnati ad uccidersi a vicenda. Questo è il segreto per sopravvivere: mai combattere, specialmente con se stessi”. Questo è quello che dice Yuri Orlov(Nicolas Cage) nella scena finale del film “Lord of War”. Nel 2017 sono stati investiti 1.739 miliardi di dollari per le spese militari, in aumento dell’1,1% rispetto al 2016. La vendita delle armi è un business che genera tante vittime innocenti.

Ad oggi sono 420 milioni i bambini che, nel mondo, vivono in aree di conflitto o in guerra. Oltre 10 mila bambini sono rimasti uccisi o mutilati nel 2017 dai bombardamenti nelle aree di guerra e 100 mila neonati muoiono ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione. L’anno scorso 4,5 milioni hanno rischiato di morire per fame nei 10 Paesi teatro dei conflitti peggiori. In termini assoluti l’Asia è il luogo dove vivono più bambini in aree di conflitto, circa 195 milioni. In percentuale, invece, il primato spetta al Medio Oriente con il 40% dei bambini che vivono in zone di guerra, pari a 35 milioni.  Per questo motivo Save the Children ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini”. Milioni di bambini stanno vivendo orrori indescrivibili a causa della guerra in Yemen.

Colpiti per strada, bombardati mentre sono a scuola: sono bambini e bambine a cui è negata un’infanzia. Rimasti orfani, senza più una casa, senza più i propri cari. Anche le bombe fabbricate in Italia e vendute all’Arabia Saudita sono utilizzate in Yemen per colpire la popolazione, case, villaggi, aree civili. Il nostro Paese è il terzo esportare di armi verso la Coalizione Saudita. L’ONG Save The Children fa un appello all’Italia per fermare l’esportazioni di armamenti verso l’Arabia Saudita. L’Italia è, inoltre, nella top 10 dei produttori di armi. La classifica vede il nostro Paese preceduto da grandi potenze mondiali come Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Germania. Ad oggi alcuni Paesi hanno già bloccato l’export di armi all’Arabia Saudita, tra questi: Austria; Belgio(parziale – ha revocato 4 licenze); Danimarca; Finlandia; Germania; Grecia; Norvegia e Svizzera. A questo link è possibile firmare la petizione per bloccare la vendita della armi all’Arabia Saudita.

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