Malati da sangue infetto attendono risarcimento

In Italia circa 120 mila persone si sono ammalate e oltre 2.600 sono morte a causa dei mancati controlli sul plasma e sui farmaci emoderivati. Le vicende legate allo scandalo del sangue infetto sono avvenute intorno agli anni ’70 e ’80. I malati e gli eredi attendono ancora il risarcimento.

Sangue infettoIn Italia circa 120 mila persone si sono ammalate e oltre 2.600, secondo l’Associazione Politrasfusi, sono morte a causa dei mancati controlli sul plasma e sui farmaci emoderivati. Aids, epatite B o epatite C hanno distrutto le loro vite. Le vicende legate allo scandalo del sangue infetto sono avvenute intorno agli anni ’70 e ’80. Molti morirono nel giro di pochi anni. Le migliaia di cause di risarcimento danni stanno andando in prescrizione e il processo penale, iniziato a Trento e successivamente trasferito a Napoli, molto probabilmente si concluderà con l’assoluzione di tutti gli imputati.

L’esercito silenzioso delle vittime del sangue infetto conta in Campania almeno mille persone, o forse anche di più perché dati ufficiali non ve ne sono. Dopo decenni di battaglie civili e legali lo Stato, solo nel 1992, approvò la legge 210 che stabiliva l’obbligo di indennizzare le vittime quando fosse stato provato il nesso di causalità tra la trasfusione e la malattia. Peccato che dopo 27 anni ci sono ancora malati da sangue infetto che attendono il risarcimento. Un’attesa infinita causata dal ministero della Salute che continua a resistere nei tribunali e nelle corti d’Appello e anziché pagare presenta opposizioni motivate a volte da inesistenti prescrizioni. Ci troviamo di fronte a uno Stato che fugge dalle proprie responsabilità e si trincera dietro cavilli legali che poi cadono nelle aule di giustizia. Nel 2017 lo Stato è stato condannato in Appello a risarcire le persone che hanno subito gravi danni da emotrasfusione con sangue infetto. Eppure, fino a oggi nessun ministro della Salute è intervenuto direttamente per ordinare ai dirigenti ministeriali di rispettare le sentenze. La burocrazia sta facendo gli stessi danni del sangue infetto. Il numero degli ammalati, infatti, diminuisce a causa dei decessi e spesso sono gli eredi a dover proseguire le battaglie legali per ricevere il risarcimento.  Lo scandalo del sangue infetto continua così da più di trent’anni, nel disinteresse di uno Stato che non vuole arrendersi alla giustizia. Nel 2016 L’Italia ha subito anche una condanna dalla Corte europea dei diritti umani per il sangue infetto. Vogliamo chiudere una volta e per tutte questa pagina vergognosa della nostra Repubblica?

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