Meno tasse per tutti

“Meno tasse per tutti” è il cavallo di battaglia di molti candidati alle Europee 2019. La promessa è irrealizzabile anche per colpa dell’Unione Europea, un progetto che si tiene in piedi grazie alle tasse dei cittadini.

Una scena del film "La brutta copia"Le elezioni europee 2019 si terranno nei 28 Stati membri UE tra il 23 e il 26 maggio. La campagna elettorale è entrata nel vivo in Italia. “Meno tasse per tutti” è il cavallo di battaglia di molti candidati, interessati ai 6.824,85 euro al mese che si ricevono con uno scranno a Bruxelles. Il controsenso è che il “meno tasse per tutti” è irrealizzabile anche per colpa dell’Unione Europea. E non mi riferisco agli odiosi vincoli di bilancio.

L’Unione Europea non stampa soldi, ma si tiene in piedi grazie alle tasse pagate dai cittadini europei. Nel 2017 l’Italia ha versato all’UE 15,4 miliardi di contributi e ha avuto indietro soltanto 8,1 miliardi di euro. Il nostro Paese ha quindi registrato un saldo netto negativo di circa 7,3 miliardi. Da notare che dal 2000 ad oggi l’Italia è sempre stata un contributore netto. Nel 2014 l’Italia ha registrato la cifra più alta di contributi versati all’UE con 17,1 miliardi di euro, ma la perdita più costosa è del 2011 con un rosso di 7,6 miliardi. Il 2017 è il secondo peggiore anno in termini di soldi “regalati” all’Unione Europea. L’Italia, tra il 2000 e il 2017, ha versato all’UE 259,4 miliardi di euro, ricevendone “solo” 170,4: il saldo negativo registrato è di 88,9 miliardi di euro. Questo significa che negli ultimi 18 anni restare in UE ci è costato in media 4,9 miliardi di euro ogni anno. I contributi UE sono un spreco di risorse per tenere in piedi l’ennesimo carrozzone burocratico. Usare lo slogan “meno tasse per tutti” in campagna elettorale è solo un eufemismo. Sembra quasi che gli aspiranti europarlamentari imitino il personaggio interpretato da Massimo Ceccherini nel film “La brutta copia”.

Meno tasse per tutti

Pubblicato da Maxso Magazine su Domenica 6 luglio 2014

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