Sea Watch entra in acqua territoriali italiane

La nave ONG Sea Watch infrange il divieto di ingresso in acqua territoriali italiane per far approdare a Lampedusa i 42 migranti salvati al largo della Libia. La capitana tedesca rischia una multa di 50 mila euro e il sequestro all’imbarcazione.

Sea WatchSono ore drammatiche nello specchio di mare antistante Lampedusa. La nave Sea Watch ha deciso di entrare in acque territoriali italiane per far sbarcare i 42 migranti a bordo salvati al largo della Libia. La nave ONG battente bandiera olandese non si è fermata e ha forzato il blocco, nonostante l’alt intimato dalle motovedette della Finanza e il no della Corte di Strasburgo allo sbarco sulla piccola isola dell’Italia.

“Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 migranti a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”. E’ quello che ha dichiarato la tedesca Carole Rakete, capitana della Sea Watch. La nave ONG girovaga nel Mediterraneo da 14 giorni e nessuna soluzione è stata trovata. L’Unione Europea non ha mostrato interesse per questa tematica, i tipi in giacca e cravatta erano troppo impegnati a far rispettare i vincoli di bilancio. Una domanda sorge spontanea: perché dovrebbe interessarsi l’Italia? La Sea Watch è arrivata a poca distanza dal porto, a circa 3 miglia dalla costa di Lampedusa. Una motovedetta della Guardia costiera gira intorno alla nave, ad alcune decine di metri di distanza.

Sul molo ci sono una decina tra poliziotti e carabinieri. Il comandante della nave, Carola Rackete, rischia una multa di 50 mila euro e il sequestro all’imbarcazione. La forzatura del blocco della Sea Watch provocherà delle conseguenze politiche. La Farnesina conferma che, su indicazione del Ministro degli Esteri Enzo Moavero, sono state date istruzioni all’Ambasciatore d’Italia all’Aja di fare, immediatamente, un passo formale presso il Governo dei Paesi Bassi. La nave Sea Watch non ha rispettato le regole e questa crea un pericoloso precedente. A questo punto chiunque può fare quello che vuole in mare e attraccare dove vuole senza permesso. La verità è che l’immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge che vengono finanziate in modo “poco chiaro”. I migranti sono un problema dell’UE, non dell’Italia.

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