Il business degli affidi

L’inchiesta di Reggio Emilia ha scoperchiato il business degli affidi, con i servizi sociali che falsificavano relazioni per riuscire ad allontanare i bambini dalle proprie famiglie. L’affido dei bambini è un altro business messo in evidenza dal programma “Presa Diretta” nella puntata del 25 gennaio 2015.

Il business degli affidiL’inchiesta Angeli e Demoni coordinata dalla procura di Reggio Emilia ha fatto emergere il business degli affidi. Tutto è iniziato lo scorso 27 giugno, quando 27 persone sono state raggiunte da misure cautelari con l’accusa di aver alterato relazioni e ricordi di bambini per sottrarli alle famiglie e darli in affido retribuito ad amici e conoscenti. Per raggiungere il loro obiettivano, gli appartenenti alla rete individuata dai Carabinieri di Reggio Emilia, ricorrevano a ogni escamotage, compreso l’utilizzo di impulsi elettrici per instillare falsi ricordi di abusi sessuali.

L’inchiesta di Reggio Emilia ha scoperchiato un vaso di Pandora pieno zeppo di mali, crudeltà e malaffare, con i servizi sociali che falsificavano relazioni per riuscire ad allontanare i bambini dalle proprie famiglie. L’affido dei bambini è un altro business messo in evidenza dal programma “Presa Diretta” nella puntata del 25 gennaio 2015. All’epoca, l’inchiesta raccolse in giro per l’Italia anche le storie di genitori che hanno vissuto l’esperienza dell’allontanamento dei figli da parte dei Tribunali dei Minori. Perché la povertà in Italia può diventare una colpa che si paga perdendo la cosa più preziosa, i figli. La cosa più sconvolgente che viene fuori dalla puntata di “Presa Diretta” è il conflitto di interesse dei giudici onorari. Chi sono? Sono psicologi, medici, sociologi e assistenti sociali che spesso hanno fondato istituti e a volte addirittura le stesse case d’affido che prendono in carico i bambini sottratti alle famiglie, e proprio per un’ordinanza cui hanno partecipato. In altri casi lavorano per le cooperative che accolgono i minori. Sembra incredibile, ma è tutto vero.

Nell’inchiesta Angeli e Demoni di Reggio Emilia emerge che assistenti sociali e psicologi hanno riprovato ad accusare di abusi sui minori una serie di famiglie, allontanando i figli dai legittimi genitori per darli in affido ad altre coppie. Le famiglie oggetto delle attenzioni ovviamente non erano scelte a caso, ma si puntava su quelle più semplici, povera gente insomma, perché non potesse permettersi troppi avvocati. Perché tolgono i figli alle famiglie povere? La risposta è ovvia: soldi pubblici. L’affido di minori è un business osceno e ricco, perché quasi sempre bambini e ragazzi vengono affidati ai centri per mesi o anni. Le rette variano da 200 a 400 euro al giorno, a seconda del comune e dell’azienda sanitaria. Un business più redditizio di quello dei migranti. Nel caso di sottrazioni di minore a famiglie povere sarebbe più conveniente per il contribuente dare mille euro ai genitori piuttosto che affidare il bambino ad un’entità privata pagata con soldi pubblici.

Quanti sono gli allontanamenti decisi da un tribunale dei minori?

Gli allontanamenti decisi da un tribunale dei minori medio, come quello di Bologna, sono migliaia. Ma la verità è che nessuno sa davvero quanti siano, in nessuna parte d’Italia. Lo studio più recente, forse anche l’unico in materia, è del 2010: il ministero del Lavoro e delle politiche sociali calcolava che al 31 dicembre di quell’anno i bambini e i ragazzi portati via dalle famiglie fossero in totale 39.698. Solo in Emilia erano 3.599. Nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di allontanamenti dalle famiglie per motivi economici o perché i genitori venivano ritenuti "inadeguati", ovvero troppo “concentrati su se stessi”. In molti casi si tratta di vicende strumentali, che partono da separazioni conflittuali. Il problema è che tutti gli atti del tribunale sono inappellabili.

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