Scampia tagliata fuori dal trasporto pubblico

L'orario estivo dell'ANM ha tagliato fuori Scampia dal trasporto pubblico. Soppressa la linea notturna N8 che serviva a tanti lavoratori dell'area nord. Cancellato il 180 la domenica.

La linea 180Gli autobus del trasporto pubblico rischiano di diventare un miraggio per i cittadini di Scampia. La zona periferica di Napoli ha subito una riduzione di corse e soppressioni di linee con l’orario estivo dell’Azienda Napoletana Mobilità(ANM). La linea notturna N8 è stato soppressa creando una grave disagio ai residenti nell’area nord. La denuncia è dei tanti cittadini che lavorano di notte, come infermieri, badanti, educatori e volontari che non sanno più come tornare a casa, vedendosi sospesa una corsa, quella delle 4.20, che era quella più utilizzata.

La linea notturna N8 partiva dal parcheggio Brin e arrivava a Scampia dopo essere passata per piazza Municipio e piazza Dante. L’ANM ha lasciato invece la N3 che arriva al Vomero. Claudio Di Pietro, consigliere dell’ottava Municipalità, ha dichiarato: “Vedere cancellate la linea N8 e tenere invece in vita la linea N3 che arriva al Vomero è una discriminazione intollerabile”. Nelle ore notturne l’area nord è tagliata fuori dal trasporto pubblico. Le cose non migliorano di giorno. L’ANM ha deciso di tagliare le corse del 180 nei giorni feriali e di sopprimere la linea nei giorni festivi. Le persone residenti nel rione Monterosa, la domenica, possono contare solo sulla linea C67 per andare alla stazione di Piscinola della Linea 1. Questo perché la linea R5, proveniente dal parcheggio Brin, non passa più nel rione a causa della lunghezza degli autobus.

Tagliate 36 linee su gomma

La programmazione estiva del trasporto pubblico di superficie in ANM si basa sul totale e definitivo abbandono delle periferie. Fino al 10 settembre 2019, ultimo giorno dell’orario estivo, non ci saranno 36 linee su gomma. La più penalizzata resta sempre la periferia. Gli autobus in circolazione nel periodo estivo subiranno un taglio del 30% e dovrebbero attestarsi sulle 200 unità. Va da sé che i disagi per chi è costretto a muoversi con i mezzi pubblici, sono destinati soltanto ad aumentare. E’ facile risanare i bilanci dell’ANM sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori, difficile invece garantire un servizio minimo ai napoletani, a cominciare dalle cosiddette periferie della città.

Commenti

  1. Per il settore dell’animazione turistica, la mancanza di personale non è dovuta al reddito di cittadinanza. Parlo per esperienza diretta del settore dell’animazione turistica, in quanto collaboro con Animandia.it in sito operativo da oltre 18 anni e che offre servizi per società del settore è posso affermare che già da qualche anno si avverte un calo di giovani disponibili a lavorare come animatori nei villaggi vacanze ( molto prima del reddito di cittadinanza). E’ cosa nota tra gli addetti ai lavori, la difficoltà nel reperire personale stagionale nel comparto animazione turistica, come anche l’alto tasso di abbandono da parte dei giovani aspiranti animatori, sono lontani anni luce i tempi di Fiorello dove nei villaggi ci si divertiva lavorando, dove si facevano le ore piccole per le prove degli spettacoli, dove si lavorava divertendosi e facendo divertire. Molti giovani d’oggi sono riluttanti nel voler fare un’esperienza perché a detta loro, si lavora sodo, compreso il sabato e la domenica e gli stipendi, soprattutto per coloro che sono alla prima esperienza sono bassi… E’vero che si lavora tanto, magari gli stipendi non sono alti (anche se comunque in linea con il mercato, però si risparmia su vitto,alloggio e spesso ci sono dei bonus) ma un tempo lo si faceva principalmente per passione, per la voglia di mettersi in gioco, per sentirsi in qualche modo dei protagonisti, insomma ci si divertiva lavorando, oggi per molti giovani non è più così, quelli che ci provano alla prima difficoltà si tirano indietro, altri invece, ci ripensano ancor prima di partire per la loro destinazione…insomma posso dire che il reddito di cittadinanza almeno per quanto riguarda l’animazione nelle strutture turistiche non è certamente la cusa della mancanza di personale

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