Cgia: In Italia si pagano più tasse della media UE

In Italia si pagano più tasse della media dell'Unione Europea. E' quello che emerge da un rapporto pubblicato dalla Cgia di Mestre riferito all'anno 2018. Pressione fiscale al 42,1%.

TasseBrutte notizie per i contribuenti. In Italia si pagano più tasse della media UE. Nel 2018 la pressione fiscale era al 42,1%. E’ quello che emerge da un rapporto pubblicato oggi(3 agosto) dalla Cgia di Mestre sulla pressione fiscale dei 28 Paesi UE. Ricordiamo che la pressione fiscale si ottiene dal rapporto tra le entrate fiscali e il PIL. Nel 2018 i contribuenti italiani hanno pagato 33,4 miliardi di euro di tasse in più rispetto all’ammontare complessivo medio versato dai cittadini dell’Unione Europea. Si tratta di un differenziale che “pesa” quasi 2 punti di PIL. In termini pro capite, invece, sono stati 552 gli euro che abbiamo corrisposto in più al fisco rispetto alla media dei cittadini europei.

Nel 2018 solo Francia, Belgio, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia hanno pagato mediamente più tasse di noi. Se in Italia avesse la pressione fiscale della Germania i contribuenti verserebbero 24,6 miliardi di tasse in meno(407 euro pro capite). Il coordinatore della Cgia di Mestre, Paolo Zabeo, ha dichiarato: “Il tempo degli slogan e delle promesse è terminato. Con la prossima manovra di Bilancio è necessario uno scossone che nel giro di qualche anno riduca di 3-4 punti percentuali il peso delle tasse. Considerata la delicata situazione dei nostri conti pubblici, tale intervento sarà praticabile solo ed esclusivamente se si riuscirà ad abbassare, di pari importo, la spesa pubblica improduttiva e una parte dei bonus fiscali. Operazione, quest’ultima, che appare difficilmente perseguibile”. In poche parole serve una spending review per abbassare le tasse. E in attesa che la manovra di Bilancio 2020 chiarisca come verranno “recuperati” i 23,1 miliardi di euro necessari per evitare l’aumento dell’IVA dal 1° gennaio 2020, la Cgia di Mestre ricorda che la pressione fiscale “reale” presente nel nostro Paese è di ben 5,9 punti superiore al dato “ufficiale” per colpa dell’economia non osservata che, secondo le ultime stime dell’Istat, ammontano a 209 miliardi di euro all’anno.

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