Gli sfollati di Cavalleggeri

Un rogo in un deposito di giocattoli ha distrutto alcune abitazioni a Cavalleggeri. 11 famiglie sfollate sono state abbandonate dal Comune di Napoli. E meno male che era la città dell'accoglienza.

Le abitazioni degli sfollatiLo scorso 24 luglio un incendio ha distrutto il deposito di giocattoli “Gerardi e Fortura” in via Caserma Cavalleria a Napoli, nella zona di Cavalleggeri di Aosta. Undici famiglie sono state sfollate dalle abitazioni per motivi di sicurezza. Alcuni hanno le case completamente distrutte, altri hanno dovuto lasciare le loro abitazioni in via precauzionale. I 27 sfollati sono rimasti senza un tetto e si sono rifugiati in un oratorio.

Otto giorni dopo gli inquilini, tra cui sei bimbi e ragazzi, sono ancora ospitati dalla Parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria. Gli sfollati sono disperati. Per questo motivo hanno organizzato una manifestazione sotto la sede della prefettura. “Cavalleggeri chiede un tetto”, si legge su uno degli striscioni. Il barista Eduardo Alboretti, uno degli sfollati, ha dichiarato: “Per quanto tempo possiamo andare avanti così?”. In questo caso non vale lo slogan “Napoli città rifugio” del sindaco Luigi De Magistris. Chi resta senza casa viene abbandonato dall’amministrazione comunale. E’ già capitato in passato con gli sfollati di calata Capodichino. Certo che fa specie come la città che si professa dell’accoglienza, con il sindaco De Magistris pronto a dire “aprite i porti”’, non riesca a garantire un alloggio rientrante nel proprio patrimonio comunale a questi sfollati. Ormai abbiamo capito che lo slogan “Napoli città rifugio” è solo una tra le molteplici espressioni di una mitomania politica che trova sfogo nella propaganda elettorale permanente. Il Comune di Napoli faccia qualcosa per trovare una sistemazione adeguata per queste undici famiglie.

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