La crisi di governo

Matteo Salvini ha deciso di staccare la spina al governo Conte portando il Paese nuovamente nel caos. Lo spread è risalito a 241 punti. Andare a votare in autunno senza modificare la Legge di Bilancio significa aumento dell’IVA nel 2020.

Matteo SalviniUn agosto rovente per l’Italia. Non mi riferisco solo alla temperatura, ma alla follia di Matteo Salvini. Il leghista ha deciso di staccare la spina al governo Conte portando il Paese nuovamente nel caos. La crisi di governo e l’incertezza politica hanno pesato sulla Borsa di Milano nella giornata di venerdì 9 agosto: l’indice Ftse Mib ha chiuso a -2,48% e il Ftse All-Share a -2,55%. In totale sono stati bruciati oltre 15 miliardi di euro in una sola giornata. Lo spread fra il Btp e il Bund tedesco è risalito di circa 30 punti in un giorno, terminando la seduta a 241 punti.

A Salvini non interessa nulla degli italiani, ma vuole solo massimizzare il consenso con nuove elezioni. Andare a votare in autunno senza modificare la Legge di Bilancio significa aumento dell’IVA nel 2020: l’aliquota ordinaria passerebbe dal 22% al 25,2% e quella ridotta dal 10% passerà al 13%. “Il Sole 24 Ore” ha stimato che l’aumento dell’IVA costerebbe in media 541 euro all’anno per ogni famiglia. Che corrispondono a 45 euro in più al mese su una spesa di 1.982 euro(al netto della voce affitti figurativi). Per evitare l’aumento dell’IVA servono 23,1 miliardi di euro, soldi reperibili con aumenti di altre imposte, tagli di spesa o ampliamenti del deficit. Questo significa che la crisi di governo generata dal leghista mette a rischio la flat tax sulle partite IVA, quota 100 e il reddito di cittadinanza. Il “prima gli italiani” di Salvini si è trasformato in “prima gli interessi personali e degli amici degli amici”. In fondo cosa ci si poteva aspettare da uno che si chiama Matteo?

Mentre infuria la polemica tra le forze politiche è conto alla rovescia per la calendarizzazione della mozione di sfiducia al governo presentata dalla Lega. La convocazione delle Camere può essere fatta solo dai presidenti di Camera e Senato e la programmazione dei lavori dell’Aula si stabilisce all’interno di una riunione chiamata conferenza dei capigruppo. Quella al Senato è prevista per domani(12 agosto), mentre quella della Camera è fissata per il 13 agosto. La Lega di Salvini punta su tempi rapidi, il Movimento 5 Stelle vuole prima l’approvazione del DDL costituzionale per il taglio dei parlamentari. Sul fronte delle opposizioni, il PD vuole che prima di quella sulla sfiducia a Conte si voti la sua mozione anti-Salvini. Gli unici favorevoli al voto anticipato sono Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma solo in caso di accordo con Salvini. Peccato che è il presidente della Repubblica il solo che può sciogliere le Camere e convocare le elezioni anticipate, nessun altro. Durante le crisi di governo la Costituzione attribuisce infatti poteri estremamente chiari al Presidente della Repubblica.                       

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