Caritas: Italia terza in UE per migranti

L’Italia è il terzo Paese europeo per presenza di migranti, dopo Germania e Gran Bretagna. Questo è quello che emerge dal “XXVIII rapporto immigrazione 2018-2019” pubblicato dalla Caritas. La natalità straniera è in diminuzione del 3,7% nel 2018.

Stranieri che lavoranoNel 2018 nel continente europeo risiede il 30,2% del totale dei migranti a livello globale, mentre sono 39,9 milioni i cittadini stranieri residenti entro i confini dell’Unione Europea a 28 Stati membri, in aumento del 3,5% rispetto al 2017. Questo è quello che emerge dal “XXVIII rapporto immigrazione 2018-2019” pubblicato dalla Caritas. Il Paese UE che nel 2018 ospita il maggior numero di migranti è la Germania con oltre 9 milioni). Al secondo posto c’è la Gran Bretagna. L’Italia, con 5.255.503 cittadini stranieri regolarmente residenti, pari all’8,7% della popolazione totale, si colloca al terzo posto nell’Unione Europea.

Secondo i dati Eurostat, nel 2017 gli stranieri residenti che hanno acquisito la cittadinanza nell’UE-28 sono 825.447, in diminuzione del 17% rispetto al 2016. In Italia sono diminuiti i permessi per motivi di lavoro e aumentati quelli per richiesta di asilo e protezione umanitaria. Nel primo semestre 2018, erano occupati 4,1  milioni di cui il 64,3% comunitari, il 58,7% extracomunitari. I settori di occupazione sono prevalentemente servizi collettivi e personali, industria, alberghiero, ristorazione e edilizia. La popolazione straniera sul territorio italiano risiede prevalentemente nelle regioni più sviluppate del Nord(57,5%) e in quelle del Centro(25,4%), mentre nel Mezzogiorno(12,2%) e nelle Isole(4,9%) appare decisamente più contenuta, sebbene in crescita. Le regioni nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono la Lombardia(1.181.772 cittadini stranieri residenti, pari all’11,7% della popolazione totale residente), il Lazio(683.409, 11,6%), l’Emilia-Romagna(547.537, 12,3%), il Veneto(501.085, 10,2%) e il Piemonte (427.911, 9,8%).

Le province nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono Roma(556.826, 12,8%), Milano(470.273, 14,5%), Torino(221.842, 9,8%), Brescia(157.463, 12,4%) e Napoli(134.338, 4,4%). Al 1° gennaio 2019 le comunità straniere più consistenti sono quella romena(1.206.938 persone, pari al 23% degli immigrati totali), quella albanese(441.027, 8,4% del totale) e quella marocchina(422.980, 8%). Dal 2014 la perdita di cittadini italiani risulta l’equivalente di una grande città come Palermo(677 mila persone): una perdita compensata, nello stesso periodo, dai nuovi cittadini per acquisizione di cittadinanza(oltre 638 mila) e dal contemporaneo aumento di oltre 241 mila unità di cittadini stranieri residenti. C’è da dire che la natalità straniera è in diminuzione del 3,7% nel 2018 ed è sempre più simile a quella della popolazione autoctona. Al 31 dicembre 2018 i detenuti stranieri presenti negli istituti penitenziari italiani sono 20.255, su un totale di 59.655 persone ristrette(33,9%). L’incidenza della componente straniera sulla popolazione carceraria totale appare sostanzialmente stabile.

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