L’ottava vibrazione

Di Carlo Lucarelli e pubblicato da Mondadori, "L’ottava vibrazione" narra le vicenda nei giorni che precedono la battaglia di Adua, dove le truppe italiane saranno sconfitte dall’esercito abissino del negus Menelik.

L’ottava vibrazioneL’ottava vibrazione” è un libro di Carlo Lucarelli e pubblicato da Mondadori. Nato a Parma nel 1960, Carlo Lucarelli vive da anni in provincia di Bologna. Il suo esordio letterario avviene con il giallo “Carta bianca” del 1990, il primo di una lunga serie di noir a sfondo poliziesco, genere per il quale è conosciuto anche all’estero. Lucarelli conduce da molti anni trasmissioni televisive sui vari aspetti non risolti dalle inchieste sul crimine. I suoi libri sono tradotti in più lingue e sono oggetto di versioni cinematografiche e TV. “L’ottava vibrazione” è stato pubblicato nel 2008.

Le vicende narrate si svolgono tra l’Etiopia e l’Eritrea, nel gennaio del 1896, nei giorni che precedono la battaglia di Adua, dove le truppe italiane saranno sconfitte dall’esercito abissino del negus Menelik. Il libro inizia con lo sbarco delle truppe italiane. Tra gli sbarcati ce n’è uno che ha un motivo diverso dagli altri per fare il soldato in Eritrea. Poi c’è una fanciulla che sembra fragile, e anche lei, come il soldato, ha un motivo tutto particolare per stare lì. Mentre un detective non autorizzato è ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini, uomini, donne e soldati precipitano, senza saperlo, verso il proprio destino. Verso la più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia subito. La trama interessante mi ha spinto a prendere questo libro. Purtroppo la lettura si è rivelata poco piacevole.

Ho letto le prime 110 pagine con la domanda “ma che diavolo ho preso in mano?” fissa in testa. Poi la storia si delinea, ma non diventa mai avvincente. “L’ottava vibrazione” è interessante solamente nelle ultime 50 pagine. La storia passa in secondo piano, in favore di episodi che forse nelle intenzioni dello scrittore Lucarelli erano mirati a costituire un grande affresco del periodo. In realtà, la struttura di tutto il libro è troppo frammentaria e i dettagli storici che si apprendono sono quelli meno importanti, mentre mancano descrizioni di politica o diplomazia che sarebbero state molto più interessanti degli intrighi d’amore dei vari personaggi, i quali invece prendono il sopravvento. Nel caldo torrido di Massaua si intrecciano una serie di storie, che sembrano sciogliersi anch’esse in un nonnulla e nessuna riesce a catturare il lettore. Il racconto finale della storica disfatta di Adua arriva quasi come una liberazione, per un libro che appare poco riuscito. In conclusione, la trama de “L’ottava vibrazione” è risultata troppo lenta e con troppi personaggi confusi difficili da memorizzare.

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