Renzi lascia il PD

Matteo Renzi lascia il PD e fonda un nuovo partito. Lo seguono 30 parlamentari e due ministre. Il senatore conferma il sostegno al governo Conte. L'ex premier è convinto di ritornare al 40% con il nuovo partito.

Matteo RenziMatteo Renzi lascia il PD e fonda un nuovo partito. L’annuncio è arrivato durante un’intervista al giornale “La Repubblica”.  “Quello che mi spinge a lasciare è la mancanza di una visione sul futuro del Partito Democratico”, ha affermato l’ex premier, che rivendica il suo operato degli ultimi anni. Renzi costruirà insieme ad altri una casa nuova per fare politica in modo diverso. L’ex segretario ha detto: “Si tratta di costruire una casa giovane, innovativa e femminista”. In pratica, le solite parole a vuoto che convincono solo i prolet.

I parlamentari che seguiranno il toscano saranno circa una trentina. Nel nuovo partito ci saranno anche le ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti. La principale missione è combattere Matteo Salvini e il populismo. Nonostante la scissione dal PD, Renzi continuerà a sostenere il governo Conte. L’ex premier ha aggiunto: “Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare”. Peccato che la realtà sia diversa: è stato il leghista a farsi fuori da solo con la pazzia di Ferragosto. Solo un fesso come Salvini poteva credere che il presidente Mattarella avrebbe indetto nuovo elezioni senza fare le consultazioni. L’accordo PD-M5S è servito solo per evitare la vittoria facile del centrodestra alle urne. Renzi ha detto: “Di Maio non convince. Non ho fatto tutto questo lavoro per morire socio di Rousseau. Per me la politica è un’altra cosa rispetto all’algoritmo di Casaleggio”. Una domanda sorge spontanea: allora perché continua a sostenere il governo Conte? Misteri della mente di Renzi. L’uscita del toscano dal PD sarà un bene soprattutto per la “vera” anima sinistra del partito. Con Renzi il Partito Democratico era diventato un partito ultraliberista che pensava solo agli interessi degli “amici degli amici”. Invotabile per la maggior parte delle persone che credono nei diritti sociali e del lavoro. Il nuovo partito di Renzi(si chiamerà “Italia del Fare”?) non supererà il 10%, ma l’ex premier è convinto di ritornare al 40%. Ma si sa, Renzi è presuntuoso come Salvini. Non a caso entrambi si chiamano Matteo.

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