Ricorsi migranti costano 25 milioni

Il migrante che si vede negato la domanda d'asilo può fare ricorso in Tribunale entro 30 giorni. Il costo è a carico del contribuente italiano. Nel 2018 i ricorsi dei migranti sono costati 25 milioni di euro.

MigrantiI ricorsi dei migranti costano 25 milioni di euro all’anno all’Italia. E’ la cifra che i contribuenti italiani hanno regalato agli avvocati dei richiedenti asilo nel 2018. I richiedenti asilo sono coloro che, lasciato il proprio paese d’origine e avendo inoltrato una richiesta di asilo, sono in attesa di una decisione da parte della commissione riguardo al riconoscimento di una forma di protezione.

Nel caso la domanda di asilo non venga accettata, i migranti possono fare ricorso in Tribunale entro 30 giorni. Nulla di male, se non fosse che il costo è a carico del contribuente italiano. L’Italia, infatti, paga l’avvocato ai migranti. E’ il cosiddetto “patrocinio a spese dello Stato” e ne ha diritto chi dimostra di avere un reddito inferiore a 12 mila euro. Nel 2018 hanno fatto ricorso più di 60 mila migranti. Di questi, un terzo di loro ha ottenuto il patrocinio gratuito. Si tratta infatti di circa 1.200 euro per causa che arrivano dalle tasche dei contribuenti italiani. In attesa del ricorso, i migranti ottengono un permesso di soggiorno temporaneo che gli permette di avere il diritto ai sussidi e a tutte le forme di welfare. Dai dati diffusi online dal ministero dell’Interno, a giugno 2019(ultimo dato disponibile) sono state 2.764 le richieste d’asilo presentate dai migranti, il 16% in meno rispetto alle 3.307 del mese precedente. Nello stesso mese i casi esaminati sono stati 7.898, di questi 6.394(pari all’82%) sono stati respinti.

Il business migranti

La gestione dei migranti è uno dei business più redditizi in Italia. Negli ultimi quattro anni l’Italia ha buttato circa 15 miliardi di euro per fare finta accoglienza. La gran parte dei soldi, infatti, è finita nei conti correnti di faccendieri, associazioni, cooperative, psicologi, avvocati e altri professionisti, solo una percentuale bassissima è andata ai profughi. Per questo motivo molti considerano i migranti un “prodotto” per rimpinguare il conto in banca. Per l’accoglienza lo Stato mette a disposizione un fiume di soldi pubblici che fa strizzare l’occhio anche alla persona più onesta. Peccato che il business dei migranti non sia alla portata di tutti, dato che lo Stato paga dopo 150 giorni.

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