Google celebra linea ferroviaria Napoli-Portici

Google celebra i 180 anni della Napoli-Portici, la prima linea ferroviaria costruita sul territorio italiano. Nonostante l'anniversario, resta in abbandono e a rischio crollo la stazione Bayard di Napoli.

Doodle di Google dedicato alla linea ferroviaria Napoli-PorticiIl 3 ottobre 1839 dalla stazione di Portici partiva il primo treno diretto alla stazione Bayard di Napoli. Fu il viaggio inaugurale della prima linea ferroviaria italiana che proiettò il Regno delle Due Sicilie tra gli stati più progrediti dell’epoca. Oggi si celebrano i 180 anni di quell’evento e anche Google ricorda la prima ferrovia sul territorio italiano. Nel doodle, le lettere di Google sono inserite nei binari su cui viaggia un un treno; sullo sfondo, il golfo di Napoli e il Vesuvio.

La linea ferroviaria Napoli-Portici era a doppio binario ed era lunga 7,25 chilometri. Il primo convoglio era composto da locomotiva e 8 vagoni e percorse il tratto in nove minuti. Tre anni dopo, la riconversione di uno stabilimento, per costruire locomotive e materiale rotabile. La fabbrica di Pietrarsa fu attiva fino al 1905. Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa che sorge al confine tra Portici e Napoli, lì dove correva l'antica linea ferroviaria, celebra l'evento da oggi e fino al 6 ottobre con iniziative culturali e spettacoli. A Napoli, invece, non si fa nulla Stazione Bayardper conservare la storia.  La stazione Bayard oggi è un rudere di tufo pericolante ingoiato da piante e arbusti. A pochi metri dal rudere si trova una lapide che commemora l’arrivo a Napoli di Giuseppe Garibaldi, giunto appunto in treno, il 7 settembre 1860. In un Paese normale questa storica stazione sarebbe stata trasformata in un museo ferroviario. Ormai sono pochi i cittadini che ogni giorno affollano il corso Garibaldi a sapere che quelle rovine appartengono alla più antica stazione ferroviaria d’Italia. Nel 2009 si parlò di recuperare la stazione Bayard e destinarla a museo sulla base di un progetto del professor Aldo Loris Rossi. Il ministero dei Beni culturali stanziò 700 mila euro ma la riqualificazione non è mai partita. L’edificio, di proprietà comunale, è rimasto in stato di abbandono. Il Movimento Neoborbonico ha dato vita ad un flash mob all’esterno della stazione Bayard, installando un grosso striscione in cui c’è scritto: “3 ottobre 1839-3 ottobre 2019. Così hanno ridotto la prima ferrovia italiana”.

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