Il caso ex Ilva di Taranto

Scoppia il caso dell’ex Ilva di Taranto. ArcelorMittal ha fatto il recesso del contratto per l’eliminazione dello scudo penale e il mancato licenziamento di 5 mila operai.

Ex Ilva di TarantoScoppia il caso dell’ex Ilva di Taranto. L’azienda ArcelorMittal ha comunicato formalmente a sindacati e aziende la retrocessione alle società Ilva dei rispettivi rami d’azienda e 10.777 dipendenti, secondo l’art. 47 della Legge 428/1990. La comunicazione segue l’annuncio di cessazione del contratto per ex Ilva Taranto e di fatto avvia la procedura di disimpegno anche per gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure, Milano, Racconigi, Paderno, Legnano e Marghera.

ArcelorMittal è vincolata all’Ilva di Taranto da un contratto di affitto firmato alla fine del 2018, dopo una lunga trattativa. Con il contratto, l’azienda multinazionale franco-indiana si impegnava a un investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro nell’impianto, tra interventi di bonifica e messa a regola degli impianti e nuovi investimenti, e a mantenere tutti i dipendenti della società. Al momento dell’acquisto, l’acciaieria si trovava da tre anni in una gestione commissariale dopo l’estromissione dei precedenti proprietari, la famiglia Riva, accusata di aver compiuto numerosi reati ambientali nella sua gestione dell’impianto. L’azienda multinazionale franco-indiana dell’acciaio ha fatto il recesso per l’eliminazione dello scudo penale, considerato presupposto essenziale su cui aveva fatto esplicito affidamento e senza cui non avrebbe partecipato all’operazione.

Lo scudo penale è una norma introdotta dal governo Renzi che protegge proprietari e dirigenti dell’azienda dal rischio di essere coinvolti in cause per i problemi ambientali e di sicurezza creati dalle gestioni precedenti dell’impianto. Lo scudo penale era stato fortemente depotenziato pochi giorni fa dal Parlamento. Il caso ex Ilva di Taranto ci mette un’altra volta di fronte ad un dilemma: meglio salvare i posti di lavoro o tutelare la salute dei residenti? I rappresentanti di ArcelorMittal hanno fatto capire che lo scudo penale non è il problema centrale. L’azienda multinazionale franco-indiana vuole licenziare 5 mila dipendenti dell’Ilva, quasi la metà della forza lavoro. Una cosa inammissibile non solo per i sindacati. Chiede, inoltre, di ridurre la produzione-obiettivo da sei a quattro milioni di tonnellate e l’approvazione di una legge che permetta di tenere aperti gli altoforni sotto esame della magistratura per ancora 14-16 mesi. Il premier Conte ha definito le condizioni poste da ArcelorMittal inaccettabili.

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