Inps: 3,3 milioni di lavoratori pubblici nel 2018

Nel 2018 il numero medio mensile di lavoratori pubblici è stato pari a 3.326.283. I lavoratori maschi rappresentano il 41,5% della distribuzione nel complesso. 13.094.735 di lavoratori nel settore privato.

Lavoratori pubbliciNel 2018 il numero medio mensile di lavoratori pubblici è stato pari a 3.326.283, lo 0,1% in meno rispetto al 2017. Il picco di lavoratori pubblici è stato raggiunto a marzo con 3.397.492 unità. Sono i dati dell’Osservatorio Inps. La distribuzione per mese e per gruppo contrattuale mostra che la Scuola è l’unico gruppo con una spiccata stagionalità, con il minimo nei mesi di luglio, agosto e settembre e il massimo nel mese di dicembre. La retribuzione media dei lavoratori pubblici è di 32.968 euro, in crescita del 3,1% rispetto al 2017 per effetto dei rinnovi dei contratti 2016-2018 nei vari comparti del pubblico impiego.

La retribuzione media risulta molto differenziata sia per età sia per genere. In particolare aumenta al crescere dell’età ed è costantemente più alta per il genere maschile(38.400 euro contro 29.120 euro per le femmine nel totale). Il numero medio di giornate retribuite si attesta a 287, di poco inferiore al dato medio del 2017. Nel 2018 il 23,7% dei lavoratori pubblici lavora nel Centro, seguono le regioni del Nord-ovest(23,1%), il Sud(21,8%), il Nord-est(19,8%) e le Isole(11,6%). Le retribuzioni medie nel 2018 presentano i valori più bassi nelle due ripartizioni del Nord rispettivamente 31.838 euro nel Nord-ovest e 31.738 nel Nord-est. Nel 2018 in termini di media nell’anno la quota di lavoratori con contratto a tempo determinato è stata pari al 9,4% del totale, in crescita dello 0,7% rispetto a quella registrata nel 2017. Analizzando la variazione dei lavoratori pubblici sempre con riferimento al dato medio, osserviamo che tra il 2017 e il 2018 sono aumenti del 7% gli impiegati a tempo determinato. Risultano invece in calo dello 0,8% i lavoratori a tempo indeterminato. Per quanto concerne la struttura per età emerge che, nel 2018, la classe di età modale è quella tra i 50 e i 54 anni con 673.547 lavoratori(18,8% sul totale). Il 96% della collettività ha età maggiore di 30 anni. Rispetto al genere, i lavoratori maschi rappresentano il 41,5% della distribuzione nel complesso.

13 milioni di lavoratori nel settore privato

Nel 2018 il numero medio di lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo è stato pari a 13.094.735, in crescita del 2,5% rispetto al 2017. Il mese di giugno, con 13.482.917, è stato quello con il maggior numero di lavoratori. La retribuzione media è di 21.530 euro su una media di 243 giornate retribuite. La retribuzione media risulta molto differenziata sia per età sia per genere. In particolare aumenta al crescere dell’età, almeno fino alla classe 55–59, ed è costantemente più alta per il genere maschile (24.759 euro contro 17.156 euro per le femmine). il numero di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel 2018 è pari a 11.549.023 unità, corrispondenti a più del 73,5% del totale, in leggero aumento rispetto al 2017(1,2%). Da rilevare la crescita rispetto al 2017 del numero dei lavoratori stagionali(+7,3%) e con contratto a tempo determinato(+6,6%).

Analizzando la distribuzione dei lavoratori per area geografica di lavoro, nel 2018 quasi un terzo dei lavoratori dipendenti(31,9%) lavora nelle regioni del Nord-ovest. Segue il Nord-est con il 23,8%, il Centro(21,0%), il Sud(16,4%) e le Isole(6,8%), solo lo 0,1% lavora all’estero. Gli operai rappresentano il 55,6% dei lavoratori privati non agricoli. Seguono impiegati(36,6%), apprendisti(3,8%), quadri(3%) e dirigenti(0,8%). Da rilevare la crescita del 15,1% degli apprendisti rispetto al 2017, favorita anche dalla conclusione delle agevolazioni contributive previste per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate nel 2016. Per quanto concerne la struttura per età emerge che, nel 2018, la classe di età modale è quella tra i 45 e i 49 anni con 2.203.056(14,2% sul totale), la classe tra i 40 e i 44 anni è di poco inferiore. Rispetto al genere, i lavoratori maschi rappresentano il 57,5% della distribuzione.

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