Ocse contro lavoro precario e Quota 100

L'Ocse attacca l’Italia per l’aumento del lavoro precario e l’introduzione di Quota 100. Il part time e il lavoro a tempo mettono a rischio il sistema pensionistico. L'Ocse consiglia di aumentare l’età effettiva di ritiro dal lavoro.

Operaio edileL’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico(Ocse) attacca l’Italia per l’aumento del lavoro precario e l’introduzione di Quota 100. Nel nostro Paese il part time e il lavoro a tempo mettono a rischio il sistema pensionistico. Il motivo? Producono basse entrate pensionistiche. Queste forme di lavoro sono cresciute di oltre il 10% nel 2017, il doppio della media Ocse. C’è da aggiungere che il part time in Italia(soprattutto al Sud) è molto spesso un full time mascherato.

Molti imprenditori hanno trovato questo escamotage per evadere i contributi e avere un lavoratore che costa la metà. Ma torniamo al rapporto Ocse. La spesa previdenziale in Italia è il 16,2% del PIL, la seconda più alta dopo la Grecia. Come in Danimarca, Estonia e Olanda, nel nostro Paese chi inizia a lavorare oggi andrà in pensione di anzianità a 71 anni. L’Organizzazione sottolinea che l’età legale di ritiro è 67 anni, di tre anni superiore a quella della media Ocse. “Di recente l’Italia è andata indietro rispetto alle recenti riforme, introducendo Quota 100. Nel sistema pensionistico italiano la priorità dovrebbe essere aumentare l’età effettiva di ritiro dal lavoro”. Questo scrive l’Ocse. Il pensionamento deve essere collegato all’aspettativa di vita. La cosa bella è che parlano di lavoro e pensione gente intellettuale che non ha mai “faticato” in vita sua. A voi sembra normale che un’operaio edile debba lavorare fino a 67 anni? Il poveraccio non arriverà mai alla pensione, dato che sarà l’impresa a cacciarlo. Questo è solo esempio, ma ci sono altri lavori che non si possono fare oltre i 60 anni.

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