Svimez: Cresce divario tra Sud e resto d’Italia

Torna a crescere il divario tra Sud e resto d’Italia. E' quello che emerge dal rapporto Svimez 2019. Il Mezzogiorno è in recessione. L'anno scorso la Campania ha fatto registrare una crescita nulla. Nel corso dei prossimi 50 anni il Sud perderà 5 milioni di residenti.

LavoroNell’ultimo ventennio di stagnazione dell’Italia, la politica economica nazionale ha disinvestito dal Mezzogiorno. Il progressivo disimpegno della leva nazionale delle politiche di riequilibrio territoriale ha prodotto conseguenze negative nell’intero Paese. Come nel 2016 e nel 2017, anche nel 2018 la crescita del prodotto nel Sud è risultata inferiore al resto dell’Italia, con un ulteriore allargamento del gap di reddito e benessere tra le due aree. E’ quello che emerge dal Rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno.

Nel 2018 il Sud ha fatto registrare una crescita del PIL appena del +0,6%, rispetto al +1% del 2017. Nel 2019 il PIL è stimato in calo dello 0,2%, a fronte del +0,3% del Centro-Nord e della media nazionale a +0,2%. Il Sud è in recessione tra l’indifferenza generale. La stagnazione è aggravata da dinamiche demografiche avverse che riguardano tutta l’Italia e segnatamente il Mezzogiorno. Per effetto della rottura dell’equilibrio demografico(bassa natalità, emigrazione di giovani, invecchiamento della popolazione), il Sud perderà 5 milioni di persone e quasi il 40% del PIL. Dal rapporto Svimez 2019 emerge che torna a crescere il divario tra Sud e resto d’Italia. Dall’inizio del secolo a oggi la popolazione meridionale è cresciuta di soli 81 mila abitanti, a fronte di circa 3.300.000 al Centro-Nord. all’inizio del 2000 hanno lasciato il Mezzogiorno 2 milioni e 15 mila residenti, la metà giovani fino a 34 anni, quasi un quinto laureati. Nel corso dei prossimi 50 anni il Sud perderà 5 milioni di residenti. La crescita dell’occupazione nel primo semestre 2019 riguarda solo il Centro-Nord(+137 mila unità), a cui si contrappone il calo al Sud(-27 mila unità). Il gap occupazionale tra Sud e Centro-Nord, nell’ultimo decennio è aumentato dal 19,6% al 21,6%.

Sono circa 3 milioni i posti di lavoro da creare per raggiungere i livelli del Centro-Nord. Al Sud aumenta la precarietà che si riduce nel Centro-Nord, riprende a crescere il part-time(+1,2%), in particolare quello involontario che nel Mezzogiorno si riavvicina all’80% a fronte del 58% nel resto d’Italia. Il PIL del Mezzogiorno è ancora oltre 10 punti al di sotto dei livelli del 2008; nel resto d’Italia mancano ancora 2,4 punti percentuali. Ristagnano soprattutto i consumi(+0,2%), ancora al di sotto di -9 punti percentuali nei confronti del 2008, rispetto al Centro-Nord, dove crescono del +0.7%, recuperando e superando i livelli pre crisi. Debole il contributo dei consumi privati delle famiglie con quelli alimentari che calano del -0,5%, in conseguenza alla caduta dei redditi e dell’occupazione. Gli investimenti restano la componente più dinamica della domanda interna(+3,1% nel 2018 nel Mezzogiorno, a fronte di +3,5% del Centro-Nord). In particolare, crescono gli investimenti in costruzioni(+5,3%), mentre si sono fermati quelli in macchinari e attrezzature(+0,1% contro +4,8% del Centro-Nord). Alla ripresa degli investimenti privati fa da contraltare il crollo degli investimenti pubblici: nel 2018 la spesa in conto capitale è scesa al Sud da 10,4 a 10,3 miliardi di euro, nello stesso periodo al Centro-Nord è salita da 22,2 a 24,3 miliardi.

Le diverse velocità delle Regioni

Nel 2018 Abruzzo, Puglia e Sardegna sono state le regioni che hanno registrato il più alto tasso di crescita, rispettivamente +1,7%, +1,3% e +1,2%. Nel Molise e in Basilicata il PIL è cresciuto del +1%. In Sicilia ha segnato +0,5%. Campania a crescita zero nel 2018, per effetto di andamenti soddisfacenti nelle costruzioni neutralizzati da andamenti meno soddisfacenti nel resto dei settori. In Campania, le costruzioni vanno bene(+4,7%), l’agricoltura si attesta a +1,1%, mentre l’industria in senso stretto realizza un modesto +0,5%. In controtendenza i servizi, che pesano molto sul complesso dell’economia campana, in calo di -0,3%. L’unica regione in recessione è la Calabria con un –0,3%. Al Sud sono scarsi i servizi a cittadini e imprese. La spesa pro capite delle Amministrazioni pubbliche è pari nel 2017 a 11.309 nel Mezzogiorno e a 14.168 nel Centro-Nord. Un divario che è cresciuto negli anni 2000.  Svimez giudica utile il Reddito di cittadinanza ma la povertà non si combatte solo con un contributo monetario, occorre ridefinire le politiche di welfare ed estendere a tutti in egual misura i diritti di cittadinanza.

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