Gli assenteisti in Parlamento

Il Parlamento dell’Italia è formato da 630 deputati e 315 senatori. Ci sono tanti assenteisti sia alla Camera che al Senato. Assenteisti o meno, ogni parlamentare si porta a casa ogni mese almeno 5 mila euro netti di indennità.

Vittorio Sgarbi portato fuori dal ParlamentoIl Parlamento dell’Italia è formato da 630 deputati e 315 senatori. In totale sono 945 parlamentari che ogni mese percepiscono tra i 17.625 euro e i 18.735 euro a secondo del palazzo in cui c’è la loro “comoda” poltrona. Lo stipendio dei parlamentari è composta da tre voci: indennità, diaria e rimborso spese. Ecco spiegato perché un deputato può portare a casa fino a 18.735 euro al mese, mentre un senatore può arrivare 17.625 euro. L’indennità è fissa, mentre la diaria può subire una decurtazione di 206 euro per ogni giorni d’assenza, ma basta partecipare ad almeno il 30% delle votazioni di una giornata per essere considerato presente. Nel nostro Parlamento ci sono tanti assenteisti. Grazie al sito Openpolis possiamo fare una classifica.

Alla Camera il primato spetta a Michela Vittoria Brambilla(Forza Italia) con una percentuale del 98,76% di assenze. Dal 2018 l’animalista amica di Silvio Berlusconi ha preso parte soltanto a 78 votazioni su 6.304. Quasi un record. Al secondo posto c’è Antonio Angelucci(Forza Italia), dominus della sanità privata laziale, con il 94,05% di assenze. Sul gradino più basso del podio finisce Vittorio Sgarbi(Misto) con una percentuale del 79,52%. Forse è un bene che il critico d’arte non si presenta a Montecitorio, perché ogni volta che va fa una sceneggiata. Al quarto posto c’è Guido della Frera(Forza Italia) con il 78,82% di assenze. Più staccato Leonardo Salvatore Penna(M5S) con una percentuale del 71,49%. Al sesto posto c’è Antonio Martino(Forza Italia) con il 67,07% di mancate presenze al voto. Al settimo posto troviamo la “vispa” Giorgia Meloni(Fratelli d’Italia), che è sempre pronta a “sparlare” ma non è quasi mai presente alla Camera. L’ex baby sitter ha una percentuale di assenza del 66,21%. Chiudono la top ten Andrea Orsini(Forza Italia), Fausto Guilherme Longo(Misto) e Carmelo Lo Monte(Misto).

Al Senato la classifica degli assenteisti vede al primo posto il senatore a vita Renzo Piano(Misto) con una percentuale di assenze del 100%. In pratica non è mai disturbato ad andare a Palazzo Madama. Al secondo posto c’è Carlo Rubbia(Misto), un altro senatore vita, con l’85,53% di assenze. Questo dovrebbe far riflettere sull’utilità dei senatori a vita. Al terzo posto c’è il giornalista Tommaso Cerno(Misto) con l’84,31% di assenze. Più staccata Liliana Segre(Misto), un’altra senatrice a vita. Segue Niccolò Ghedini(Forza Italia), il fedelissimo avvocato di Silvio Berlusconi assente nel 69,03% delle sedute analizzate. Al sesto posto c’è la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati(Forza Italia) con il 65,05% delle assenze. Tra gli assenteisti fa una bella figura anche Ignazio La Russa(Fratelli d’Italia), al settimo posto con una percentuale del 59,29%. Chiudono la top ten Adriano Cario(Misto), Matteo Renzi(Italia Viva) e Stefania Craxi(Forza Italia). Assenteisti o meno, ogni parlamentare si porta a casa ogni mese almeno 5 mila euro netti di indennità. Tra l’altro, secondo un’indagine condotta da Openpolis, la maggior parte dei deputati e dei senatori, al momento dell’elezione, aveva un ruolo nel board di almeno un’azienda. E questi dovrebbero tutelare gli interessi dei cittadini? Ma per favore. Il 20 e 21 settembre vota Sì al Referendum per il taglio dei parlamentari.

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