Torna l’ora legale

Nella notte tra sabato e domenica 27 marzo 2022 gli italiani dovranno spostare di un’ora in avanti le lancette di tutti gli orologi.

Una donna con un grande orologioNella notte tra il 26 e il 27 marzo 2022 finirà l’ora solare ed entrerà in vigore l’ora legale. Alle 2 del 27 marzo le lancette dell’orologio andranno sposate avanti di un’ora, cioè alle 3. Gli italiani perderanno l’ora di sonno guadagnata  il 31 ottobre 2021, ma avremo un’ora in più di luce. L’ora solare verrà ripristinata nella notte tra il 30 e il 31 ottobre 2022. Il cambio toglierà sonno causando rischi alla salute con conseguenze comportamentali. Lo dicono i ricercatori del “Journal of Applied Psychology”. Tra le preoccupazioni più comuni: la possibilità di incremento degli incidenti stradali, l’aumento di infortuni sul lavoro, il cyber-ozio, ovvero una overdose di navigazione su internet nelle ore di lavoro, oltre a cefalee.

L’ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916 in Gran Bretagna e molti Paesi seguirono l’esempio negli anni successivi. Tra i Paesi industrializzati, solo il Giappone segue, nell’alternarsi delle stagioni, sempre l’ora solare. La rete di trasmissione dell’energia Terna fa sapere che nel 2021 i benefici dell’ora legale hanno determinato un risparmio pari a 450 milioni di kWh(quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 170 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 215 mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 100 milioni di euro. Per il 2022, con l’introduzione dell’ora legale,l’Italia dovrebbe risparmiare oltre 190 milioni di euro e avere un minor consumo di energia elettrica pari a circa 420 milioni di kilowattora, che equivalgono al fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie. È la stima di Terna. Dal 2004 al 2021 l’Italia ha risparmiato complessivamente circa 10,5 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 1,8 miliardi di euro di minor costo. Nel periodo primavera-estate i mesi che segnano il maggior risparmio energetico sono aprile e ottobre.

Italia dice no all’abolizione del cambio ora

Il 26 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione per  uniformare l’orario a livello comunitario. Non è stato trovato un accordo tra i 27 stati membri dell’UE per l’abolizione del cambio d’ora due volte all’anno. Nel 2021 alcuni Stati hanno scelto di dire addio al cambio d’ora tra estate e inverno. L’Italia ha scelto di continuare con il cambio dell’ora per una questione di consumi energetici.

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